
Biorigenerazione viso con P.R.P
Fa parte delle tecniche innovative e non invasive di bioringiovanimento cutaneo per il viso, il décolleté e il dorso delle mani.
La procedura consiste nell’attivare e stimolare le cellule fibroblastiche attraverso l’iniezione dermica di emoderivati piastrinici.
Da anni, la comunità medica mondiale ha approvato l’uso dei fattori di crescita presenti nel concentrato piastrinico in diverse branche della medicina, come l’odontoiatria, l’ortopedia, la chirurgia maxillo-facciale e la chirurgia plastica ricostruttiva, per la rigenerazione di tessuti come osso, cartilagine, muscolo e cute.
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una terapia sicura, priva di effetti collaterali, reazioni allergiche o di rigetto, poiché deriva dal proprio sangue.
La tecnica prevede il prelievo di pochi cc di sangue venoso, che viene poi processato tramite centrifugazione per ottenere una quantità di plasma ricco di piastrine tra 3,5 e 5,5 x 10^3/ml.
Questo plasma, trasferito in siringhe sterili, viene iniettato nella cute con micro punture indolori, rilasciando fattori di crescita che stimolano e accelerano la rigenerazione dei tessuti.
Ogni seduta dura circa 30 minuti e il trattamento completo prevede 3 sedute iniziali (una al mese) e una di mantenimento ogni 6 mesi.
È importante sottolineare che il trattamento con PRP non corregge difetti già esistenti come rughe, solchi o macchie cutanee, ma contrasta i fenomeni dell’invecchiamento.
Si parla quindi di prevenzione del crono-aging per pazienti di 28-35 anni e di trattamento del foto e crono-aging per pelli più mature. La cute trattata diventa più turgida, compatta e luminosa, migliorando l’estetica generale.

Bioringiovanimento mani
Le mani sono un importante biglietto da visita personale e spesso rivelano senza pietà l’età di una persona.
La pelle sul dorso delle mani è delicata e costantemente esposta agli agenti atmosferici e ai detergenti, il che accelera i segni dell’invecchiamento, riducendo tono ed elasticità.
Il diradamento della pelle rende più evidenti le vene e i tendini sottostanti, mentre il processo di invecchiamento cronologico aumenta la comparsa di macchie scure e lentiggini tipiche.
Tuttavia, è possibile migliorare l’aspetto delle mani grazie alle tecniche della medicina estetica, personalizzate per ogni paziente.

Biorivitalizzazione
La biorivitalizzazione stimola i fibroblasti e le altre componenti cellulari della matrice dermica, correggendo e attenuando cicatrici post-acneiche e smagliature nelle fasi iniziali.
È anche un’ottima terapia di supporto prima e dopo l’uso dei filler, prolungandone la durata d’azione. Il protocollo della biostimolazione dermica (con antiossidanti vitaminici e sostanze aminoacidiche) prevede 5-6 sedute settimanali, seguite da sessioni quindicinali e infine mensili di mantenimento.
Il protocollo di bioringiovanimento cutaneo (con acido ialuronico) prevede 3-4 sedute (una ogni 15-20 giorni), seguite da cicli di mantenimento in base alla texture cutanea.

P.R.P. e calvizie
La ricerca medica nel campo della tricologia è in continua evoluzione, e attualmente il metodo del PRP rappresenta una delle più recenti scoperte nel trattamento della caduta dei capelli.
Il PRP, acronimo di Plasma Ricco di Piastrine, fa parte delle metodiche della medicina rigenerativa.
Si basa sul principio che le cellule staminali nella porzione bulbare del capello possiedono recettori per i fattori di crescita presenti nelle piastrine prelevate dal paziente.
Questi fattori di crescita stimolano le cellule staminali dei bulbi piliferi, che sono presenti ma non sufficientemente attive per produrre capelli.
Questa nuova tecnica contro le calvizie è indicata per l’alopecia androgenetica sia maschile che femminile, che colpisce circa l’80% degli uomini e il 45% delle donne in menopausa.
Una significativa percentuale di donne in età fertile con sindrome dell’ovaio policistico è anche affetta da questa patologia, caratterizzata da una caduta lenta ma progressiva dei capelli causata dagli ormoni androgeni, in particolare il diidrotestosterone (DHT).
Questo ormone provoca eccessiva produzione di sebo, sofferenza e atrofia del bulbo pilifero, portando alla caduta permanente dei capelli.
È consigliabile intervenire nelle fasi iniziali della patologia, caratterizzate da miniaturizzazione e diradamento dei capelli, per prevenire una calvizie completa.
Il PRP è particolarmente efficace per migliorare i risultati chirurgici e favorire l’attecchimento dei bulbi trapiantati nei pazienti sottoposti a autotrapianto di capelli.
La procedura prevede il prelievo di pochi millilitri di sangue venoso, che viene poi processato tramite centrifugazione per ottenere plasma ricco di piastrine (3,5-5,5 x 10³ /ml).
Questo plasma viene iniettato nel cuoio capelluto con micro punture indolori. Ogni seduta dura circa 30 minuti e il trattamento completo prevede 3-4 sedute all’anno, con un richiamo a distanza di 18-24 mesi.
Il PRP è una terapia sicura, priva di effetti collaterali, reazioni allergiche o di rigetto, poiché utilizza il sangue del paziente stesso.