Chirurgia Estetica

Addominoplastica
I candidati ideali per questo intervento sono uomini e donne che hanno subito un significativo calo ponderale o che presentano alterazioni dell'elasticità della pelle, come ad esempio le donne che, dopo la gravidanza, hanno un eccesso di tessuto addominale che compromette l'armonia del profilo. Questi pazienti spesso hanno anche un eccesso di cute e tessuto adiposo nella zona addominale, associato talvolta a modificazioni della fascia muscolare sottostante, come l'allargamento dei muscoli addominali (ventri muscolari), diastasi o ernia. In questi casi, l'intervento mira a rimuovere il tessuto adiposo e cutaneo in eccesso, correggere la diastasi con una plastica muscolare e ridurre l'ernia.
I pazienti sovrappeso o le donne che pianificano una gravidanza a breve termine non sono candidati ideali per questo tipo di intervento. È consigliabile che i pazienti sovrappeso seguano una dieta per raggiungere un indice di massa corporea (BMI) ottimale prima di considerare l'intervento chirurgico. Per le donne che desiderano una gravidanza, è preferibile posticipare l'intervento fino dopo il parto per preservare i risultati dell'intervento chirurgico.
Prima dell'intervento
Il colloquio preoperatorio con il paziente riveste grande importanza per comprendere le sue aspettative in relazione ai risultati effettivi dell'intervento. Durante questo colloquio, vengono discussi i principi della tecnica chirurgica proposta, con particolare attenzione alle possibili complicanze. Il paziente sarà invitato dallo specialista curante a sottoporsi a esami del sangue, procedure diagnostiche e valutazione anestesiologica, al fine di stabilire la sua idoneità all'intervento chirurgico e ridurre al minimo i rischi associati alla procedura.
È consigliabile, almeno una settimana prima dell'intervento, evitare l'assunzione di farmaci che possano influire sulla coagulazione del sangue, come l'aspirina e i F.A.N.S. (farmaci antinfiammatori non steroidei). Per i fumatori, è fortemente consigliata la sospensione o la riduzione significativa del fumo almeno 30 giorni prima dell'intervento, al fine di migliorare la circolazione e accelerare la guarigione delle ferite chirurgiche, riducendo il rischio di cicatrici anomale. È opportuno anche evitare attività sportiva intensa nei 5 giorni precedenti l'intervento per minimizzare lo stress fisico sull'organismo.
Durante la visita specialistica, ogni dettaglio sarà ulteriormente discusso con il paziente, fornendo informazioni dettagliate per garantire una comprensione chiara e completa del percorso chirurgico.
Anestesia
L'intervento chirurgico viene eseguito solo con anestesia generale, mentre per la mini-addominoplastica si può optare per un'anestesia locale con sedazione leggera.
Intervento
La durata dell’intervento chirurgico è di circa 3 ore, comprensive dei tempi anestesiologici. L’incisione chirurgica viene effettuata a pochi centimetri sopra il pube e, nei casi di addominoplastiche estese, si estende da una spina iliaca all’altra. Si solleva il tessuto sottocutaneo dalla fascia muscolare sottostante e, dopo aver disancorato l’ombelico, si raggiunge fino al piano costale, abbassando l’intero grembiule addominale e rimuovendo la parte in eccesso. Se necessario, si procederà alla riparazione della parete muscolare e/o al rimodellamento del punto vita.
L’ombelico viene riposizionato nella nuova sede e i lembi adipo-cutanei rimanenti vengono suturati. Può seguire un rimodellamento dei lembi tramite liposuzione. A fine intervento, vengono posizionati dei drenaggi in aspirazione, che vengono successivamente rimossi dopo circa 48 ore.
Nella mini-addominoplastica, l’eccesso di adipe e cute interessa solo la regione sottombelicale, per cui l’incisione iniziale è più corta e l’ombelico non viene trasposto.
La prima medicazione viene effettuata dal chirurgo dopo 48 ore e i punti di sutura, se esterni, verranno rimossi dopo 2-3 settimane circa.
Postoperatorio
Il paziente dovrà indossare una fascia addominale 24 ore al giorno per circa 30 giorni.
Il dolore è generalmente di modesta entità e può essere ben controllato con farmaci analgesici standard, sia in clinica che a casa (evitare l'aspirina, FANS e simili).
Dopo l'intervento, i pazienti dovrebbero rimanere a riposo per 24-48 ore e poi iniziare a camminare (piccole passeggiate). Camminare precocemente è utile anche per ridurre il rischio di trombosi venosa profonda. Nei primi giorni, la sensazione di tensione addominale potrebbe richiedere una postura inclinata in avanti, e attività come tossire, starnutire e altre che sollecitano i muscoli addominali potrebbero causare disagio e dolore modesto. È consigliabile evitare di dormire sulla pancia per almeno 2 settimane.
Il paziente dovrebbe principalmente riposarsi con attività domestiche leggere consentite nella prima settimana, gradualmente aumentare le attività quotidiane e sociali nella seconda e terza settimana.
Il ritorno alla normalità e al lavoro varia in base alla condizione fisica pre-operatoria, di solito avviene tra le 2 e le 4 settimane dopo l'intervento. È consigliabile una ripresa graduale dell'attività fisica a partire dalle 4 settimane successive all'intervento. Una dieta adeguata e l'esercizio fisico regolare sono importanti per mantenere a lungo i benefici dell'intervento.
Dopo l'intervento, è comune provare una sensibilità alterata nella parte inferiore dell'addome, che di solito è temporanea e scompare entro alcuni mesi.
Potrebbe esserci una lieve protuberanza o gonfiore immediatamente sopra e ai lati delle incisioni; generalmente questo è temporaneo e tende a scomparire nel giro di alcuni mesi, man mano che le cicatrici si ammorbidiscono e i tessuti si stabilizzano.
È importante tenere presente che, anche se si può notare un buon risultato già dopo la rimozione dei punti, il risultato finale dell'intervento non può essere valutato fino a quando tutto l'edema non sarà scomparso e l'area trattata non si sarà completamente ripresa, il che di solito avviene entro 3-5 mesi dall'intervento.
Complicanze
Le complicanze dell'addominoplastica sono rare ma possibili, e includono: necrosi parziale o totale dell'ombelico, ematoma, sanguinamento prolungato, sieroma, infezione, necrosi tissutale con perdita di tessuto, e cicatrici insoddisfacenti. In caso di sanguinamento eccessivo durante o dopo l'intervento, potrebbe essere necessario riaprire la ferita per rimuovere il sangue accumulato e fermare il sanguinamento.
Il sieroma è un accumulo significativo di siero (liquido) sotto la ferita, che potrebbe richiedere aspirazioni ripetute con siringa e medicazioni compressive, soprattutto dopo un'ampia rimozione di tessuto adipo-cutaneo che può temporaneamente interrompere il normale drenaggio linfatico.
Le infezioni sono generalmente rare e possono essere trattate efficacemente con antibiotici. La perdita o necrosi dei tessuti (pelle e sottocute) è estremamente rara; se dovesse verificarsi, può essere gestita con medicazioni frequenti o un ulteriore intervento ricostruttivo che di solito fornisce risultati soddisfacenti.
Per quanto riguarda le cicatrici, di solito diventano poco visibili dopo alcuni mesi; occasionalmente potrebbe essere necessaria una revisione chirurgica (ritocco) a distanza. In rari casi, le cicatrici possono rimanere arrossate e rilevate, il che sottolinea l'importanza dei controlli post-operatori a lungo termine per monitorare l'evoluzione cicatriziale e intervenire tempestivamente con i trattamenti appropriati.
In sintesi, le complicanze dell'addominoplastica, sebbene rare, sono gestibili nella grande maggioranza dei casi con un trattamento adeguato che di solito non compromette il risultato finale. È essenziale affidarsi a un chirurgo esperto con credenziali verificate per minimizzare il rischio e ottenere risultati ottimali.

Lifting Cosce
La dermolipectomia delle cosce interne corregge la lassità cutanea e l'eccesso di circonferenza nella parte supero-interna delle cosce.
In caso di lipodistrofia associata, può essere eseguita una liposuzione prima del lifting.
Questo intervento è indicato per pazienti con lassità cutanea medio-grave che non risponde ad altri trattamenti non chirurgici.
La cicatrice per migliorare la tensione cutanea nella radice della coscia viene posizionata nel solco inguino-crurale, estendendosi verticalmente lungo il versante interno della coscia fino al ginocchio, formando una figura a "T" inversa proporzionale alla gravità del difetto corretto.
Anestesia
A seconda dell'estensione del problema, dell'età e delle condizioni generali del paziente, l'intervento può essere eseguito con anestesia locale o locoregionale, oppure con sedazione (respirazione spontanea) o in narcosi (anestesia generale con respirazione assistita).
Il tipo di anestesia determinerà se l'intervento chirurgico sarà ambulatoriale o richiederà un ricovero ospedaliero per una notte.
Intervento
Nelle lassità cutanee di grado medio, per migliorare la tensione cutanea, l'incisione viene eseguita all'interno della piega inguino-crurale. Nei casi di lassità più grave e nelle riduzioni circonferenziali, l'incisione si estende lungo la faccia interna della coscia, talvolta fino al ginocchio. Se è presente un eccesso di tessuto adiposo, prima dell'intervento si esegue una liposuzione per ridurre la tensione sui margini della ferita.
Di solito non sono necessari tubi di drenaggio poiché gli spazi morti sono minimi. Successivamente si procede alla sutura dei lembi cutanei rimanenti, prestando attenzione a ancorare correttamente il lembo inferiore per evitare la migrazione verso il basso della cicatrice inguino-crurale.
Postoperatorio
Il dolore è gestito efficacemente con la terapia antalgica prescritta; la mobilizzazione precoce è raccomandata e, se eseguita insieme alla liposuzione, è necessario indossare calze elastiche a compressione graduata continuativamente per i primi 30 giorni post-operatori. Inoltre, è importante seguire una terapia antitromboembolica sottocutanea per almeno 7 giorni dopo l'intervento.
Nei casi in cui è eseguita anche una liposuzione, si consigliano massaggi linfodrenanti da avviare un mese dopo l'intervento. La medicazione nella zona inguinale deve essere rimossa precocemente (generalmente entro 2 giorni) per evitare problemi di macerazione, mentre la medicazione nella parte interna della coscia sarà rimossa insieme alla rimozione dei punti esterni, se presenti.
Complicanze
Le complicazioni gravi come l'embolia polmonare o le infezioni sistemiche sono estremamente rare, così come sono infrequenti la necrosi dei lembi suturati o gli ematomi.
Complicazioni temporanee possono includere deficit di sensibilità cutanea nella zona interna della coscia. Tra le complicazioni possibili, la più problematica è la migrazione verso il basso della cicatrice orizzontale situata nella piega inguino-crurale, che può richiedere una correzione successiva della cicatrice dopo 4-6 mesi.
È cruciale non solo il corretto ancoraggio craniale dei lembi cutanei, ma anche che il paziente si limiti al massimo nei movimenti di abduzione degli arti inferiori durante il postoperatorio.

Lifting Braccia
La chirurgia correttiva della lassità cutaneo-muscolare o dell'eccesso di cute delle braccia è rappresentata dall'intervento di dermolipectomia.
Nel caso di lipodistrofia concomitante, può essere associata anche la liposuzione.
Questo intervento è indicato per i pazienti con lassità cutanea medio-grave che non ha risposto ad altre metodiche non chirurgiche.
La cicatrice risultante è inizialmente lunga e visibile, ma nella maggior parte dei casi tende a assottigliarsi e schiarirsi nel corso di 9-12 mesi, fino a diventare meno evidente.
Anestesia
A seconda dell'estensione del problema, dell'età del paziente e delle sue condizioni generali, l'intervento chirurgico può essere eseguito con anestesia locale o locale con sedazione, oppure con anestesia generale.
A seconda del tipo di anestesia utilizzata, l'intervento può essere ambulatoriale o richiedere il ricovero ospedaliero per una notte.
Preoperatorio
Il chirurgo curante e l'anestesista esamineranno gli esami ematici e diagnostici prescritti durante la visita preliminare e la pianificazione dell'intervento. È consigliabile evitare l'assunzione di farmaci che possano interferire con la coagulazione del sangue, come l'aspirina e i F.A.N.S. (farmaci antinfiammatori non steroidei), almeno una settimana prima dell'intervento.
Per i fumatori, è fortemente consigliata la cessazione o la riduzione significativa del fumo almeno 30 giorni prima dell'intervento, per prevenire problemi di circolazione che potrebbero compromettere la guarigione delle ferite e causare cicatrici patologiche.
Nei cinque giorni precedenti l'intervento, sarebbe preferibile evitare qualsiasi attività sportiva che richieda un elevato dispendio energetico per il corpo.
Intervento
L'incisione parte dal cavo ascellare e si estende lungo la faccia interna del braccio fino al gomito. Se è presente un eccesso di grasso, viene eseguita prima una liposuzione per ridurre la tensione sui margini della ferita.
Di solito non sono necessari tubi di drenaggio perché non ci sono spazi vuoti significativi. Successivamente, si procede alla sutura dei lembi cutanei rimanenti. Alla fine dell'intervento, viene applicato un bendaggio compressivo.
Postoperatorio
Il dolore è efficacemente gestito con la terapia antalgica prescritta, mentre può persistere un significativo edema, soprattutto alle mani, che tende a diminuire entro 3-4 giorni con l'uso di una guaina elastocompressiva specifica.
2-3 giorni dopo l'intervento chirurgico, le medicazioni ascellari vengono rimosse per permettere la ventilazione delle ferite, particolarmente a rischio di macerazione in questa zona. Le medicazioni sulle braccia sono solitamente rimosse dopo circa 5 giorni, mentre i punti di sutura esterni, se presenti, vengono tolti dopo ulteriori 7 giorni.
Le attività quotidiane normali possono essere riprese dopo la rimozione dei punti, mentre l'attività fisica che coinvolge l'abduzione delle braccia dovrebbe essere evitata per almeno 90 giorni dall'intervento, per minimizzare il rischio di cicatrizzazione anomala.

Lipostrutturazione
Il lipofilling consiste nell'utilizzo di grasso autologo prelevato dallo stesso paziente e reinserito tramite tecnica micro-infiltrativa nelle aree che necessitano di rimpolpamento tissutale.
Si tratta di un filler permanente per correggere atrofie localizzate come cicatrici o perdite di tessuto post-traumatiche o post-chirurgiche, ad esempio in seguito a liposuzione eccessiva in specifici punti.
Il lipofilling è anche impiegato nel rimodellamento di asimmetrie facciali, nel miglioramento del contorno di glutei, seno, zigomi e labbra, nonché nella correzione delle rughe.
In aggiunta, viene utilizzato per ripristinare il volume dei genitali femminili dopo la perdita di tonicità post-gravidanza o dovuta all'invecchiamento.
Può essere combinato con l'iniezione di fattori di crescita derivati dalle piastrine per migliorare visibilmente la texture della pelle in aree del viso o del corpo danneggiate da foto-invecchiamento o cronoinvecchiamento.
Anestesia
Di solito, l'anestesia impiegata consiste in infiltrazioni locali; nei pazienti molto ansiosi, può essere aggiunta una leggera sedazione farmacologica.
Intervento
Attraverso piccole incisioni cutanee, viene introdotta una cannula apposita per aspirare delicatamente il tessuto adiposo dall'addome o dalle cosce. Il grasso prelevato viene centrifugato per separare gli adipociti dai fluidi corporei extracellulari.
Il grasso centrifugato viene quindi reimpiantato nelle aree trattate utilizzando mini-cannule fino a ottenere un riempimento del 150% circa (considerando il naturale riassorbimento del tessuto nel corso di alcuni mesi). Successivamente si procede alla chiusura delle piccole incisioni chirurgiche e all'applicazione di medicazioni elastiche-compressive sulle aree del corpo da cui è stato prelevato il grasso.
Postoperatorio
Il dolore, se presente, è gestito efficacemente con analgesici standard. La prima medicazione avviene dopo alcuni giorni, contemporaneamente alla rimozione dei punti di sutura. Si consiglia di utilizzare un bendaggio elastocompressivo per i successivi 30 giorni.
È possibile riprendere l'attività lavorativa entro pochi giorni, mentre quella sportiva può essere ripresa gradualmente entro un mese.
Complicanze
Possono verificarsi lividi e gonfiori nella zona di prelievo, che solitamente scompaiono entro 3-4 settimane. È essenziale evitare il consumo di alcolici nel periodo postoperatorio per facilitare l'eliminazione rapida del ristagno dei liquidi.
Risultati
L'effetto positivo del trattamento diventa visibile quasi immediatamente, ma il risultato definitivo si stabilizza completamente entro 3-4 mesi. Qualsiasi ulteriore correzione sarà considerata solo dopo che il risultato si sarà stabilizzato.

Liposcultura
La liposuzione è un intervento chirurgico mirato all'asportazione selettiva del tessuto adiposo in eccesso, migliorando il profilo corporeo e contribuendo al miglioramento della cellulite grazie alla stimolazione della circolazione linfatica e venosa.
Questa tecnica può trattare con successo diverse aree del corpo, tra cui fianchi, addome, cosce, natiche, ginocchia, caviglie, braccia, mento, collo e guance, offrendo risultati soddisfacenti per uomini e donne che non riescono a ridurre gli accumuli di grasso nonostante dieta e attività fisica.
È importante sottolineare che la liposuzione non sostituisce la dieta, ma può complementarla per migliorare l'aspetto generale del corpo. I migliori candidati sono pazienti con peso normale, pelle tonica ed elastica, che presentano accumuli di grasso localizzati. Anche chi è sovrappeso con distribuzione più diffusa di grasso può beneficiare dell'intervento, pur con la consapevolezza che i risultati potrebbero variare.
La liposuzione può essere combinata con dermolipectomia in casi di pelle eccessivamente rilassata, dovuta all'età o a precedenti grandi perdite di peso.
Anestesia
L'intervento può essere eseguito con anestesia locale per piccole lipoaspirazioni, mentre per asportazioni più estese di tessuto adiposo, viene utilizzata l'anestesia locale in combinazione con sedazione o anestesia generale.
Preoperatorio
I pazienti saranno visitati dal proprio chirurgo e dall'anestesista per revisionare gli esami ematici e diagnostici prescritti durante la visita e la preparazione dell'intervento. È consigliabile, almeno una settimana prima dell'intervento, evitare farmaci che possano interferire con la coagulazione del sangue, come l'aspirina e i F.A.N.S. Se si è fumatori, è fortemente raccomandato sospendere o ridurre significativamente il fumo almeno 30 giorni prima per migliorare la circolazione e favorire la guarigione delle incisioni, riducendo il rischio di cicatrici problematiche. Nei 5 giorni precedenti all'intervento, sarebbe opportuno evitare attività sportiva intensa che comporti un alto dispendio energetico.
Nelle liposuzioni di dimensioni ridotte e medie eseguite con anestesia locale, di solito non è necessaria alcuna profilassi antitrombotica, poiché il paziente non è immobilizzato. Tuttavia, se il paziente presenta fattori di rischio o se l'intervento si prevede di lunga durata (oltre 3-4 ore), sarà effettuata una profilassi antitromboembolica con eparina a basso peso molecolare.
Intervento
Si prepara l'area da trattare iniettando una soluzione fisiologica contenente sostanze vasocostrittrici e anestetico locale, in base al peso del paziente e alla quantità di tessuto adiposo da rimuovere.
Attraverso piccole incisioni cutanee vengono introdotte le cannule aspirative collegate a dispositivi che generano vuoto. La cannula, con un movimento meccanico, frammenta il tessuto adiposo e lo aspira attraverso fori sulla punta. La lipoaspirazione viene eseguita su diversi piani (profondo, medio, superficiale) per ottenere un risultato uniforme e regolare dell'area trattata (LIPOSCULTURA TRIDIMENSIONALE).
I segni lasciati dalle cannule aspirative sono minimi e poco evidenti. Se vengono applicati punti di sutura esterni, questi vengono rimossi dopo 7-12 giorni dall'intervento. È consigliato indossare collant elastici o guaine compressive per almeno 3-4 settimane dopo l'intervento per favorire la guarigione.
Postoperatorio
Il dolore, di intensità lieve, è adeguatamente gestito con farmaci. L'edema postoperatorio è contenuto dal bendaggio elastocompressivo, da indossare giorno e notte per le prime 4 settimane e solo di giorno per le successive 3 settimane.
Di solito, il ritorno alla normale attività è possibile entro 6-7 giorni dall'intervento, mentre l'attività sportiva viene ripresa dopo un mese.
La nuova forma del corpo diventa evidente circa 90 giorni dopo l'intervento, poiché l'edema tissutale può persistere per un certo periodo. Per mantenere risultati soddisfacenti nel tempo, è consigliato seguire una dieta equilibrata e praticare regolarmente attività fisica.

Mastoplastica additiva
Il seno ipotrofico o svuotato può rappresentare per la donna un problema non solo estetico ma anche psicologico, influenzando la propria femminilità. La mastoplastica additiva è indicata per correggere questo inestetismo, considerando l'impatto emotivo del cambiamento. Le motivazioni per un intervento di questo tipo possono includere il desiderio di aumentare il volume del seno quando quello attuale non è soddisfacente, ripristinare il volume perso dopo la gravidanza o un intervento chirurgico post-oncologico, e migliorare la simmetria.
La mastoplastica additiva consiste nell'aumentare il volume del seno tramite l'inserimento di protesi mammarie (sopra o sotto il muscolo pettorale) o tramite l'iniezione di tessuto adiposo autologo secondo le tecniche del lipofilling. Le protesi, di varie dimensioni e forme (anatomiche o rotonde), sono riempite con silicone o soluzione fisiologica. Studi scientifici hanno dimostrato nel tempo che le protesi non aumentano il rischio di patologie tumorali.
Il silicone è una combinazione di silicio, ossigeno, carbonio e idrogeno, utilizzato ampiamente in settori come l'alimentare e il medicale per la sua sicurezza e biocompatibilità. È presente in numerosi prodotti di uso quotidiano come cosmetici, detergenti, e dispositivi medici, sottolineando la sua versatilità e affidabilità nel tempo.
Prima dell'intervento
È importante comunicare al chirurgo eventuali trattamenti con farmaci, specialmente quelli per la pressione, il cuore e l'anticoagulazione. È fondamentale sospendere l'assunzione di farmaci contenenti acido acetilsalicilico e FANS in generale per ridurre il rischio di sanguinamento durante e dopo l'intervento chirurgico.
La paziente deve segnalare eventuali patologie mammarie, come fibroadenomi, e potrebbe essere consigliata a sottoporsi a una visita senologica preventiva per escludere la presenza di noduli sospetti nel tessuto mammario.
È necessario smettere di fumare o ridurre drasticamente il consumo almeno quattro settimane prima dell'intervento per favorire una guarigione ottimale delle ferite chirurgiche.
Anestesia
Di solito la mastoplastica additiva viene eseguita sotto anestesia generale, con ventilazione assistita, specialmente quando si posizionano le protesi sotto il muscolo.
Intervento
Il tempo medio necessario per questa procedura varia in base alle incisioni e alle specifiche del caso clinico. A seconda del tipo di protesi e delle caratteristiche fisiche della paziente, si procede con il posizionamento delle protesi dietro la ghiandola mammaria o dietro la fascia muscolare nel caso in cui la ghiandola non fornisca una copertura sufficiente. Nei casi necessari, possono essere utilizzati tubi di drenaggio che vengono mantenuti per le prime 48 ore post-operatorie. La durata totale dell'intervento chirurgico è approssimativamente di un'ora e mezza.
Postoperatorio
Dopo l'intervento chirurgico, il dolore è gestito attraverso terapia analgesica anestesiologica immediata, seguita dall'assunzione di antidolorifici secondo necessità nei giorni successivi. Nei primi giorni viene applicato un bendaggio specifico, mentre per il primo mese post-operatorio è necessario indossare reggiseni conformatori, concordati preventivamente con il chirurgo, 24 ore al giorno. È richiesto circa 5-6 settimane per ottenere la dimensione esatta e la corretta posizione definitiva della protesi mammaria.
I drenaggi solitamente vengono mantenuti per circa 48 ore, mentre i punti di sutura esterni, se presenti, vengono rimossi tra il settimo e il decimo giorno. La paziente può riprendere le normali attività quotidiane già dopo 4-5 giorni, facendo attenzione a non stressare i muscoli pettorali; è consigliabile evitare attività sportive per le prime 6 settimane.
Nel caso di una gravidanza successiva all'intervento, non ci sono ostacoli all'allattamento, poiché nessuna tecnica chirurgica prevede interruzioni dei dotti ghiandolari o compromissione della funzionalità.
Rischi e complicanze
Pur essendo tutti gli interventi chirurgici soggetti a un certo rischio, la mastoplastica additiva, eseguita con precisione su pazienti senza condizioni che possano interferire, può presentare complicanze generali e specifiche associate a questo tipo di operazione.
Una delle complicanze più comuni è la contrattura capsulare, caratterizzata dalla formazione di una capsula di tessuto fibroso intorno alla protesi, una reazione naturale dell'organismo al corpo estraneo. Idealmente, questa capsula è sottile e flessibile, ma a volte può ispessirsi e contrarsi, comprimendo la protesi e rendendola rigida e immobile. La contrattura capsulare può essere trattata con una capsulotomia, un'incisione della capsula che può essere chiusa o aperta. Tuttavia, la capsulotomia chiusa è ora considerata rischiosa perché può causare la rottura dell'impianto, quindi spesso è necessario un ulteriore intervento chirurgico per rimuovere o incisione della capsula.
La sensibilità del capezzolo può aumentare, diminuire o anche essere completamente persa, specialmente nelle incisioni periareolari, e potrebbero essere necessari mesi per ripristinare le sensazioni originali.
Le protesi mammarie possono sgonfiarsi o rompersi per usura, difetto o trauma. La perdita di volume può avvenire in qualsiasi momento anche senza causa apparente. Le cause più comuni includono l'usura del guscio in silicone, danni durante l'intervento chirurgico o rottura a causa di un trauma. In questi casi, il contenuto dell'impianto può disperdersi nel corpo e causare infiammazione e tumefazioni irregolari dei tessuti circostanti, fino alla formazione di granulomi (siliconomi). Questo è raro con le protesi di ultima generazione ad impianto altamente coesivo.
Altre complicanze possono includere la formazione di ematomi o sieromi. Un ematoma è una raccolta di sangue coagulato nel parenchima mammario, mentre un sieroma è una raccolta di fluido nella tasca periprotesica. Per quantità lievi, è possibile che vengano riassorbiti dall'organismo, ma in caso contrario potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per il drenaggio meccanico e prevenire che la raccolta fluida interferisca con la formazione della capsula protesica.
L'infezione può verificarsi subito dopo l'intervento o successivamente nel tempo. Si manifesta con febbre, dolore, eritema e tensione nella regione dell'impianto protesico. Generalmente può essere trattata con successo con antibiotici, ma talvolta potrebbe essere necessario drenare una raccolta o rimuovere l'impianto stesso.
È fondamentale che qualsiasi complicanza, anche minima, venga gestita con competenza e professionalità dal chirurgo curante, affrontando ogni situazione secondo le migliori pratiche chirurgiche.

Mastopessi
La mastopessi o lifting del seno consiste nel sollevamento e rimodellamento di un seno rilassato, cadente e svuotato, causato principalmente da una significativa perdita di peso dopo gravidanza e allattamento, dall'effetto della gravità e dal normale processo di invecchiamento cronologico che porta alla perdita di elasticità.
Per correggere forme moderate o gravi di ptosi cutaneo-adipo-ghiandolare, si esegue la mastopessi con modellamento e ancoraggio della ghiandola mammaria alla parete muscolare retrostante, associata all'asportazione della pelle in eccesso.
Nei casi lievi, la correzione può essere ottenuta anche solo tramite mastoplastica additiva con protesi mammarie.
Quando si associa a un seno cadente anche un significativo svuotamento adipo-ghiandolare, può essere indicata l'associazione di mastopessi e mastoplastica additiva in un unico intervento chirurgico.
Prima dell'intervento
Il chirurgo e l'anestesista valuteranno insieme gli esami ematici e diagnostici prescritti durante la visita preliminare e la pianificazione dell'intervento. È consigliabile evitare l'assunzione di farmaci che possano interferire con la coagulazione del sangue, come l'aspirina e i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), almeno una settimana prima dell'intervento. Per i fumatori, è fortemente consigliata la sospensione o la riduzione significativa del fumo almeno 30 giorni prima dell'intervento, per prevenire problemi di circolazione che potrebbero influenzare la guarigione delle ferite e la formazione di cicatrici anomale. Nei cinque giorni precedenti l'intervento chirurgico, sarebbe opportuno evitare qualsiasi attività sportiva intensa che possa richiedere un elevato dispendio energetico. Se l'intervento viene eseguito in day-surgery, con dimissione il giorno stesso, è consigliabile che la paziente venga accompagnata da qualcuno che possa assistere nei primi 2-3 giorni successivi all'intervento.
Anestesia
Di solito, l'intervento di mastopessi viene eseguito sotto anestesia generale. Solo in casi particolarmente selezionati, come nelle pessi cutanee con cicatrice periareolare, è possibile utilizzare un'anestesia locale accompagnata da sedazione (con respirazione spontanea).
Intervento
A seconda della dimensione del seno e del grado di ptosi, le incisioni possono essere di tipo periareolare semplice o possono includere una cicatrice verticale (che collega il polo inferiore dell'areola al solco sottomammario) e orizzontale (lungo il solco mammario), formando così una classica forma a T invertita proporzionale alla taglia del seno.
Il tessuto adipo-ghiandolare viene quindi riposizionato utilizzando le varie tecniche descritte in letteratura, il complesso areola-capezzolo viene sollevato in proporzione alla ptosi, e il tessuto cutaneo in eccesso viene rimosso per migliorare la texture cutanea, riducendo le smagliature se presenti.
Nei casi di significativo svuotamento ghiandolare, è consigliabile l'inserimento di una protesi sottomuscolare per ottenere il miglior risultato estetico con la mastopessi. Vengono anche posizionati drenaggi per consentire il normale drenaggio dei fluidi siero-emorragici accumulatisi durante l'intervento chirurgico, che vengono poi rimossi dopo 2-3 giorni. La durata dell'intervento varia solitamente da 2 a 3 ore a seconda della gravità del caso clinico.
Postoperatorio
La medicazione prevede l'uso di un reggiseno apposito da indossare continuativamente per le prime 4 settimane.
Il dolore postoperatorio è gestito efficacemente con terapia antalgica e tende a diminuire parallelamente al ridursi dell'edema tissutale, il quale solitamente scompare entro 4-6 settimane. I drenaggi sono solitamente rimossi entro il secondo o terzo giorno dopo l'intervento, mentre i punti di sutura, se presenti, vengono tolti tra il settimo e il dodicesimo giorno.
È normale sperimentare una diminuzione della sensibilità nel complesso areola-capezzolo, fenomeno che tende a risolversi spontaneamente entro alcuni mesi. Il risultato estetico definitivo si stabilizza entro 4-6 mesi, durante i quali il seno continua a subire lievi modificazioni nella forma.
È fondamentale che qualsiasi complicanza, sia essa minore o maggiore, venga trattata con competenza e professionalità dal chirurgo, il quale affronterà ogni inconveniente secondo le migliori pratiche mediche.
Durante la visita specialistica, ogni aspetto sarà discusso dettagliatamente con il paziente, fornendo tutte le informazioni necessarie.
Le normali attività quotidiane possono essere riprese di solito dopo 3-4 giorni, mentre l'attività sportiva può essere gradualmente reintrodotta a partire dalle 4 settimane successive all'intervento.
In caso di gravidanza successiva, non vi sono impedimenti all'allattamento poiché nessuna tecnica chirurgica prevede l'interruzione dei dotti ghiandolari o la perdita della funzionalità mammaria.

Mastoplastica riduttiva
Le candidate a questo tipo di intervento sono donne che presentano un seno di dimensioni eccessive, ptosico o cadente a causa del peso del tessuto ghiandolare, con conseguenti disturbi della statica e dinamica vertebrale, come il dolore alla colonna vertebrale, e irritazioni cutanee soprattutto nei solchi sottomammari. Questo condiziona pesantemente la qualità della vita sociale e personale delle pazienti con tale quadro clinico.
L'obiettivo della mastoplastica riduttiva è ottenere un profilo più armonioso con il corpo della paziente mediante la riduzione chirurgica del tessuto adiposo-glandolare in eccesso e la rimozione della pelle in eccesso, con conseguente ridimensionamento del complesso areola-capezzolo.
Data la complessità della procedura chirurgica, è essenziale che l'intervento venga eseguito da un Chirurgo Plastico qualificato ed esperto, capace di selezionare la tecnica più adatta per ogni singolo caso e gestire eventuali complicanze come sieromi, ematomi e cicatrizzazione anomala.
La mastoplastica riduttiva, più di altri interventi chirurgici, può lasciare esiti cicatriziali significativi, il cui trattamento tempestivo è fondamentale non solo per scopi estetici ma anche funzionali: una cicatrice ispessita e infiammata non è solo antiestetica ma può anche causare dolore.
Prima dell'intervento
Durante il consulto specialistico, la paziente sarà sottoposta a tutti gli esami ematici e alle procedure diagnostiche necessarie, nonché a una valutazione anestesiologica per determinare la sua idoneità all'intervento chirurgico. È consigliabile che la paziente fornisca al chirurgo operatorio un certificato senologico/ginecologico accompagnato da un'ecografia mammaria che documenti lo stato del tessuto ghiandolare mammario e la possibile presenza di neoformazioni sospette.
È importante sospendere l'assunzione di farmaci contenenti acido acetilsalicilico e FANS nei giorni precedenti all'intervento, per ridurre il rischio di sanguinamento intra e post-operatorio. Per le pazienti fumatrici, è consigliata l'astensione dal fumo per almeno un mese prima e quindici giorni dopo l'intervento, per favorire una migliore guarigione delle ferite chirurgiche.
Durante la visita preoperatoria, è cruciale discutere con la paziente il suo desiderio di future gravidanze e di allattamento materno, facendo presente la possibilità che l'allattamento potrebbe essere compromesso a seguito della resezione chirurgica dei dotti galattofori.
Durante la visita specialistica, ogni aspetto sarà trattato approfonditamente con la paziente, fornendole tutte le informazioni necessarie in modo dettagliato.
Anestesia
L’intervento chirurgico viene eseguito esclusivamente in anestesia generale.
Intervento
La scelta della tecnica chirurgica tiene conto non solo delle preferenze della paziente, ma anche dell'armonia estetica che si raggiunge rispettando le proporzioni del suo profilo corporeo. Vengono valutati il volume di tessuto in eccesso da rimuovere, la forma del seno e del complesso areola-capezzolo, nonché la minimizzazione delle cicatrici.
Le incisioni prevedono cicatrici a forma di "T invertita o ad ancora", che circondano l'intera areola con il margine inferiore unito a un'incisione verticale che si estende lungo il solco sottomammario. Dopo la rimozione del tessuto cutaneo e del parenchima adiposo-glandolare in eccesso, può essere eseguita anche una lipoaspirazione dei quadranti esterni del seno e/o della regione ascellare per migliorare ulteriormente la forma del nuovo seno.
Al termine dell'intervento vengono posizionati due drenaggi (uno per ciascun lato) per la raccolta dei fluidi, mantenuti in sede per 24-72 ore. Successivamente viene applicata una medicazione modellante con relativo bendaggio, che viene mantenuto per le successive 48 ore. In seguito, la paziente indossa un reggiseno contenitivo appositamente misurato per favorire il recupero post-operatorio.
Postoperatorio
Il reggiseno deve essere indossato 24 ore al giorno nei primi 30 giorni, e poi solo di giorno nel mese successivo, se la paziente preferisce dormire senza. Le attività quotidiane normali (sociali e lavorative) possono essere riprese circa una settimana dopo l'intervento, mentre è consigliabile aspettare circa un mese per riprendere attività sportive leggere.
È importante evitare l'esposizione diretta delle cicatrici al sole per almeno 6 mesi, utilizzando sempre una crema solare con alto fattore di protezione da rinnovare ogni 2-3 ore. Il nuovo seno può presentare temporaneamente aree di insensibilità cutanea, compreso il complesso areola-capezzolo, che tendono a migliorare entro 6-8 mesi.
Complicanze
Le cicatrici rimanenti di solito sono esteticamente accettabili; tuttavia, in alcuni casi, possono diventare più spesse (ipertrofiche) o tendere a espandersi (diastasi cicatriziale) a seconda del tipo di cicatrizzazione della paziente. In questi casi, potrebbero essere necessarie piccole correzioni chirurgiche in anestesia locale o l'uso di gel al silicone per ridurre la crescita eccessiva del tessuto cicatriziale.
Occasionalmente, soprattutto nelle pazienti fumatrici, la cicatrizzazione può essere più lenta e problematica, richiedendo alcune medicazioni aggiuntive (circa 3-4) per favorire il corretto processo di guarigione delle ferite.
È fondamentale che qualsiasi complicanza, sia essa di piccola o grande entità, venga gestita con competenza e professionalità dal chirurgo curante, il quale affronterà ogni inconveniente derivante dal rischio intrinseco di ogni procedura chirurgica con attenzione e dedizione.

Blefaroplastica
La blefaroplastica può correggere borse, palpebre pesanti e rugose, ridonando freschezza e luminosità allo sguardo, riducendo l’effetto spiovente delle palpebre appesantite dal tempo. L’intervento può essere limitato alla rimozione della pelle in eccesso o estendersi all’eliminazione dei cuscinetti di grasso e alla ristrutturazione della muscolatura orbitaria, fino a modificare il "taglio" dell'occhio tramite la cantopessi. Le piccole rughe periorbitarie, dette “zampe di gallina”, vengono solo migliorate grazie alla distensione della pelle.
La blefaroplastica può essere eseguita sulle palpebre superiori, inferiori o su entrambe. Le cicatrici residue sono minime: nella palpebra superiore si trovano lungo il solco che si forma aprendo gli occhi, mentre nella palpebra inferiore sono situate sotto il bordo palpebrale e sporgono lateralmente di circa 1 cm. Se è presente solo eccesso adiposo, l’accesso chirurgico sarà interno, senza segni visibili a livello cutaneo.
Di solito, la blefaroplastica viene effettuata in anestesia locale, ma può richiedere una sedazione con un ricovero di 1 giorno. La frequenza delle medicazioni e la rimozione dei punti dipendono dal singolo caso clinico e dalla tecnica utilizzata. Il risultato, molto buono fin dall'inizio, si stabilizza in alcune settimane nonostante l'inevitabile gonfiore ed ecchimosi post-operatori. L’intervento non interferisce con le capacità visive.
Prima dell'intervento
È importante informare il chirurgo di qualsiasi trattamento farmacologico in corso, inclusi cortisonici, contraccettivi, antipertensivi, farmaci cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi ed eccitanti. Si deve sospendere l'assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemerit, Vivin-C, ecc.).
Il paziente deve segnalare eventuali patologie oculari, come il glaucoma, e potrebbe essere necessario sottoporsi a una visita oculistica. È essenziale eliminare o ridurre il fumo almeno una settimana prima dell'intervento. Inoltre, il paziente dovrebbe procurarsi un paio di occhiali da sole per mascherare le inevitabili ecchimosi postoperatorie intorno agli occhi.
Alla vigilia dell'intervento
Eseguire un accurato bagno di pulizia completo, lavare i capelli, rimuovere lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi, e struccare tutto il viso con particolare attenzione alla rimozione del mascara dalle ciglia. Non assumere cibi né bevande a partire dalla mezzanotte se l’intervento sarà effettuato in anestesia generale.
Dopo l'intervento
Al momento della dimissione, farsi accompagnare a casa in automobile. Riposare per alcune ore con impacchi ghiacciati sugli occhi e sulla fronte. Per almeno 10 giorni, evitare di portare lenti a contatto e di affaticare la vista. Tenere puliti gli occhi con salviettine detergenti oculari. Proteggere la regione orbitaria con un paio di occhiali, preferibilmente affumicati e ampi, che saranno utili anche per riprendere subito i contatti sociali. I capelli possono essere lavati dal secondo giorno post-operatorio, evitando di bagnare la zona perioculare. Dopo la rimozione dei punti, è possibile truccarsi.
È consigliabile dormire in posizione supina fino alla rimozione dei punti. Per almeno un mese, evitare l’esposizione diretta al sole o al calore intenso (es. sauna, lampade UV). Durante la visita specialistica, ogni punto verrà discusso con il paziente, fornendo informazioni il più dettagliate possibile.

Lifting del sopracciglio
Un sopracciglio ben posizionato contribuisce notevolmente all'armonia del viso: è situato sopra il contorno orbitario superiore e ha una forma rettilinea nell'uomo, mentre nella donna è leggermente arcuato verso l'alto. Al contrario, un sopracciglio mal posizionato, sia per struttura congenita anatomica sia per l'effetto del tempo, conferisce al viso un aspetto stanco e invecchiato.
La correzione può essere eseguita chimicamente tramite iniezioni di tossina botulinica, che risolvono temporaneamente il problema e necessitano di ripetizioni nel tempo. Il trattamento chirurgico, invece, è definitivo e può essere combinato con la blefaroplastica superiore, il lifting frontale, oppure eseguito come procedura isolata con varie tecniche di incisione e ancoraggio sottocutaneo.
Prima dell'intervento è consigliabile non assumere farmaci che interferiscano con la coagulazione del sangue, come l'aspirina, almeno una settimana prima dell'intervento. Inoltre, i fumatori dovrebbero sospendere o ridurre significativamente il fumo 30 giorni prima dell'intervento per evitare problemi di circolazione ai margini cutanei interessati dalle incisioni chirurgiche.
Anestesia
L’intervento di lifting del sopracciglio, quando eseguito come unica procedura, viene effettuato in anestesia locale in regime di day surgery, senza necessità di degenza notturna. Se la procedura è associata a un lifting frontale, è preferibile che il paziente sia sottoposto ad anestesia generale con respirazione assistita o a una combinazione di anestesia locale e sedazione (con respirazione spontanea).
Intervento
Quando non vi sia un eccesso cutaneo a livello frontale, la procedura chirurgica può avvalersi dell’utilizzo di fili sospensori che, seguendo opportune direzioni, ancorano il sopracciglio alla regione frontale oppure di tecniche particolari di resezioni cutanee a livello del bordo superiore sopracciliare.
Quando invece vi è lassità cutanea con eccesso tissutale, la procedura migliore è rappresentata dal minilifting frontale. La linea di incisione è situata nel capillizio e va simmetricamente da un orecchio all’altro secondo la tecnica bicoronale, ponendo attenzione all’inclinazione del bisturi per non ledere i bulbi piliferi. I tessuti superficiali vengono scollati da quelli profondi e il piano muscolare viene "stirato" verso l’alto con il riposizionamento del corpo sopracciliare. Infine, l’eccesso cutaneo viene asportato e i lembi di incisione sono suturati senza trazione. La medicazione confezionata è di tipo compressivo e viene rimossa dopo 3-4 giorni.
Postoperatorio
Nel lifting del sopracciglio con fili di sospensione, i punti di sutura vengono rimossi dopo 5-6 giorni. L’edema e le ecchimosi perdurano per i primi giorni e possono essere camuffati con opportuni correttori.
Nella procedura chirurgica del minilifting, i punti di sutura vengono rimossi dopo 7-10 giorni. I segni ecchimotici sono direttamente proporzionali al maneggiamento dei tessuti intra-operatori e sono particolarmente visibili nella prima settimana, per poi scomparire nel giro di 20 giorni. L’attività fisica può essere ripresa dopo 4 settimane, per evitare sanguinamenti ed eventuali ematomi dovuti al brusco innalzamento della pressione arteriosa.
Nel contesto della visita specialistica, ogni punto andrà discusso con il paziente, fornendo informazioni il più dettagliate possibile.
Complicanze
Con la tecnica dei fili, vi è una maggiore incidenza di recidiva, poiché la forza gravitazionale dei tessuti ancorati supera nel tempo la resistenza del tessuto fibrotico che si sviluppa intorno al filo, il quale progressivamente si riassorbe. Nella procedura chirurgica del minilifting frontale, possono verificarsi fenomeni di iposensibilità cutanea che tendono a diminuire gradualmente con la progressiva reinnervazione superficiale.